Roma, 23 ago – L’Italia può contare su almeno 20 miliardi di euro di fondi europei per i suoi trasporti. Ma occorre cambiare passo e dimostrare di saper spendere bene le risorse perché “sui trasporti, l’Italia ha perso il grande treno dei fondi del 2007-2013. Ci sarebbero stati perfino i soldi per costruire il fatidico ponte sullo Stretto. E invece li abbiamo dispersi in centinaia di progetti. Uno spreco che ci rende meno credibili”. Così Mauro Cappello, esperto di fondi europei e docente alle università di Roma Tre e Trieste, in una intervista a Panorama. E precisa che sono tuttora disponibili dei fondi europei per intervenire nella manutenzione del ponte di Genova: “Il passaggio sul Polcevera fa parte di una delle cosiddette Ten, le reti di trasporto transeuropee. Precisamente, il corridoio Reno-Alpi che collega i grandi porti del nord Europa (Amsterdam – Rotterdam – Anversa) a Genova. L’Italia ha un progetto per la rete ferroviaria di quel tratto”. Precisa quindi a quanto ammontano i fondi Ue per i trasporti per il periodo 2014-2020: “71,1 miliardi. Ovviamente, per tutti i Paesi Ue. È ancora una cifra ragguardevole, ma molto meno di un tempo. Il Fesr (Fondo di sviluppo regionale europeo) è nato per le infrastrutture dei trasporti e per le imprese. In passato, veniva usato solo per questo ma nell’ultimo settennio di programmazione gli obiettivi tematici di tale Fondo sono diventati 11 e per effetto delle nuove regole le infrastrutture prendono solo le briciole. Una scelta politica. Il Parlamento europeo ha voluto sostenere nuove sfide, per esempio l’economia verde. Una decisione rispettabile ma non prioritaria per quei Paesi, come l’Italia, che devono ammodernare, mettere in sicurezza o completare reti stradali, ferroviarie, aeroporti e porti”. “A Bruxelles la discussione per i fondi del periodo 2021-2027 è in pieno svolgimento. Il governo italiano farebbe bene a spingere per tornare alla versione originaria del Fesr”. Tuttavia precisa che l’Italia è tuttora inchiodata nella spesa dei fondi europei: “Restando ai soli trasporti, il programma operativo nazionale per infrastrutture del 2014-2020 dotato di 1,8 miliardi (di cui 1,3 miliardi dall’Ue) è fermo al 3 per cento: in pratica, abbiamo speso appena 60 milioni”. (SEGUE)