Roma, 24 ago – “Il punto non è se lo Stato debba o non debba gestire direttamente e in quali casi, ma come. Nel caso il concessionario fosse pubblico, come la società Autostrade ai tempi dell’Iri, si potrebbero stabilire connessioni e rapporti più trasparenti ed equilibrati, che favoriscano maggiori e migliori investimenti nell’interesse pubblico generale. Non credo a chi mette un veto alla gestione da parte dello Stato. Perché a lungo andare in economia chi non gestisce diventa stupido, finisce ai margini del sistema, non capisce neanche più il futuro delle opportunità”. Lo afferma Mariana Mazzucato, economista italo-americana, in una intervista a Repubblica, commentando il dibattito sulla nazionalizzazione dopo la tragedia di Genova: “A chi obietta che lo Stato non ha dato prova di grande capacità in questi anni rispondo che c’è bisogno di alzare il livello dei tecnici e dei manager pubblici, ma anche di avere criteri molto diversi per misurare e valutare gli investimenti. Lo Stato non dovrebbe essere relegato a ‘salvare’ le società fallimentari. Deve investire, attraverso le sue strutture (banche pubbliche come Cdp, enti pubblici, ecc.) dove il privato non investe, creando nuovi scenari e aspettative di crescita. Invece in Italia c’è stato per troppo tempo un pubblico che dava solo garanzie, ed un privato che spesso approfittava senza veramente investire adeguatamente: dalla Telecom alle Autostrade”. E giudica il sistema delle concessioni ai privati nelle autostrade italiane: “Se è vero che nel caso di Autostrade il governo, in caso di revoca, dovrebbe comunque pagare gli utili per gli anni che mancano alla fine della concessione, vuol dire che quello è un accordo scritto male. Non accade solo in Italia. In Inghilterra, ad esempio, un sistema analogo ha finito per rendere inefficienti e ottocentesche le ferrovie. Le concessioni sono dei patti tra pubblico e privato. Possono essere buone e simbiotiche se scambiano gli incassi dei pedaggi con opere migliorative ma sono certamente cattive e parassitarie se sono sbilanciate a favore di una parte, in questo caso i concessionari. Negli Stati Uniti se la parte pubblica dà in concessione un bene, c’è sempre una clausola che impone al privato di pagare una penale per il mancato rispetto del patto”. (PO / red)