“Siamo al lavoro da neanche tre mesi: mi sembrano trent’anni viste le cose fatte e visto il numero in di inchieste a carico. Oggi ho scoperto di avere altri due capi d’imputazione, ma per me sono medaglie”: presentando a Venezia il protocollo di legalità per la Pedemontana Veneta insieme al governatore Luca Zaia, il ministro dell’Interno affronta i principali temi dell’agenda politica, dai migranti al ponte Morandi. “Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco delle navi della missione Sophia, perché non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal Governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante – afferma il responsabile del Viminale – Se dall’Europa arriverà l’ennesimo no dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese” afferma il ministro dell’Interno, che poi aggiunge in merito all’indagine legata alla vicenda della nave Diciotti: “Apprendo che esiste un nuovo reato, il ricatto all’Unione europea, non sapevo che esistesse. Stanno modificando il codice penale per il ministro dell’Interno. Bene, rivendico di aver ricattato l’Unione Europea”. Rispondendo alla domanda se vi sia la disponibilità di altri Stati per accogliere i migranti, Salvini sottolinea: “Non lo dico sennò a Bruxelles si arrabbiano, dicendo che coloro che arrivano in Italia devono esprimere il loro consenso per andare in un altro Paese: è un concetto assolutamente bizzarro perché se scappi dalla guerra non vai a scegliere il villaggio vacanze. Lavoriamo in silenzio e comunicheremo a Bruxelles quello che abbiamo ottenuto, se condivideranno bene altrimenti andremo avanti lo stesso”.
INFRASTRUTTURE. Salvini interviene anche in merito al dibattito seguito al crollo del Ponte Morandi a Genova: “Credo che il modello di compartecipazione positiva pubblico-privato che verrà sperimentato in Veneto (per la Pedemontana, ndr) possa essere un modello anche a livello nazionale. Non sono e non siamo tifosi del tutto pubblico e del tutto privato: penso che il privato possa fare meglio del pubblico alcuni mestieri ma il pubblico non può mai derogare dalla sua attività di controllo, non sono per le statalizzazioni ma neanche per i regali a scatola chiusa a qualcuno che di pedaggi ne ha incassati in abbondanza senza reinvestire in sicurezza e manutenzione”.
CUCCHI. Il ministro dell’Interno risponde poi a Ilaria Cucchi, ieri a Venezia per la presentazione del film sul fratello Stefano: “Vedrò di vedere il film se riuscirò a trovare il tempo. Vedrò di incontrare la famiglia, se è loro desiderio, al ministero e non in strada per ascoltare le ragioni di chi ha perso un famigliare e spiegare quello che farò da ministro, ma continuerò a difendere la possibilità di lavorare in piena e totale sicurezza da parte delle forze dell’ordine: se pochi, pochissimi hanno sbagliato indossando una divisa vanno puniti anche più degli altri ma le forze dell’ordine vanno aiutate e non ostacolate nello svolgimento del proprio mestiere”. (Roc – 30 ago)