Venezia, 30 ago – “Siamo al lavoro da neanche tre mesi: mi sembrano trent’anni viste le cose fatte e visto il numero di inchieste a carico. Oggi ho scoperto di avere altri due capi d’imputazione, ma per me sono medaglie”: presentando a Venezia il protocollo di legalità per la Pedemontana Veneta insieme al governatore Luca Zaia, il ministro dell’Interno Matteo Salvini affronta i principali temi dell’agenda politica, dai migranti al ponte Morandi. “Abbiamo chiesto la rotazione dei porti di sbarco delle navi della missione Sophia, perché non è possibile che tutti i migranti soccorsi vengano da noi come sottoscritto dal Governo Renzi che ci ha lasciato con questa eredità pesante – afferma il responsabile del Viminale – Se dall’Europa arriverà l’ennesimo no dovremo valutare se continuare a spendere soldi per una missione che sulla carta è internazionale ma poi gli oneri ricadono solo su un Paese” afferma il ministro dell’Interno, che poi aggiunge in merito all’indagine legata alla vicenda della nave Diciotti: “Apprendo che esiste un nuovo reato, il ricatto all’Unione europea, non sapevo che esistesse. Stanno modificando il codice penale per il ministro dell’Interno. Bene, rivendico di aver ricattato l’Unione Europea”. (SEGUE)