Roma, 31 ago – “I dati pubblicati questa mattina per l’Italia confermano il rallentamento della crescita nei mesi primaverili per effetto della contrazione dell’export ed una lenta risalita dei prezzi interni che per il momento non preoccupa, anche perché potrebbe rivelarsi di breve durata (poiché legata al rialzo dei prezzi dei servizi di trasporti in agosto)”. Questo il commento di Anna Grimaldi, senior economist Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, ai dati odierni sull’Italia (seconda stima sulla crescita nei mesi primaverili, inflazione di agosto, disoccupazione di luglio). “Nel complesso – continua – emerge un quadro non dissimile da quello del resto della zona euro: l’espansione prosegue ma a ritmi più blandi rispetto al 2017. Si attendono ancora segnali più convincenti di rialzo dei prezzi interni. Il mercato del lavoro dovrebbe continuare a beneficiare delle dinamiche cicliche anche se le imprese hanno segnalato un ridimensionamento delle intenzioni ad assumere. Nel complesso manteniamo una view moderatamente positiva sul ciclo italiano e sulle prospettive occupazionali. L’evoluzione dello scenario nel corso del 2019 non sarà indipendente dalle scelte di politica fiscale che verranno fatte nel prossimo autunno. In maggior dettaglio: la seconda stima conferma che la crescita del PIL italiano è rallentata in primavera a 0,2% t/t da 0,3% t/t. Il tasso di crescita trimestrale è leggermente superiore a quello indicato dalla stima flash dal momento che la crescita annua per il trimestre risulta essere dell’1,2% a/a da un precedente 1,1%. Come previsto, l’espansione è stata guidata dalla domanda interna, che ha contribuito con un considerevole 0,6% t/t alla dinamica del PIL trimestrale dopo lo 0,1% t/t di inizio anno. Il rallentamento della crescita è chiaramente spiegato dalla dinamica dell’export che è calato di 0,2% t/t a fronte di un aumento delle importazioni di 1,8% t/t. Di riflesso il commercio estero ha pesato per 0,6% t/t sulla dinamica della crescita nei mesi primaverili. Le scorte di magazzino hanno contribuito per +0,2% t/t. Tra le componenti di domanda spicca il rimbalzo degli investimenti fissi del +2.9% dopo il -1.5% del 1° trimestre, da ricondursi alla fine degli incentivi fiscali. I consumi privati sono cresciuti di 0.1% t/t a un ritmo ancora debole ma meglio dello stallo dei tre mesi precedenti. Il valore aggiunto è cresciuto di 0.3% t/t nell’industria e di 0,2% t/t nei servizi, mentre è calato ancora nel settore agricolo”. (PO / SEGUE)