Roma, 31 ago – “Per la restante parte di quest’anno ci aspettiamo una crescita del PIL prossima allo 0,2% t/t – continua l’analista – Abbiamo rivisto al ribasso la stima per l’anno in corso all’1,1% da un precedente 1,3% sulla base del rallentamento dell’attività manifatturiera e delle indicazioni provenienti dalle indagini presso le imprese che mostrano una dinamica più debole dell’esportazioni”. “L’inflazione – continua Grimaldi – è accelerata più del previsto ad agosto all’1,7% a/a dall’1,5% in base all’indice nazionale, ma è diminuita di due decimi sulla misura armonizzata all’1,7% a/a dall’1,9%, in linea con le previsioni. Il calo dell’indice armonizzato è una normalizzazione dopo l’aumento superiore alle attese del mese scorso e dovuto ad effetti di calendario: le vendite di fine stagione sono iniziate più tardi a luglio rispetto al 2017 e gli sconti sono stati estesi all’inizio di agosto. Anche la dinamica dei prezzi degli alimentari è accelerata su base annua al 2,3% dal precedente 1,8%. Nel frattempo, il prezzo dell’energia si è ridotto al 7,6% a/a dal 7,9% a/a. Le maggiori pressioni al rialzo derivano dai servizi di trasporto, dove l’inflazione è balzata al 2,9% da un precedente 1,7%. Gran parte dell’aumento dei prezzi dei trasporti è dovuto all’usuale stagionalità per il mese di agosto. L’inflazione core è salita allo 0,9% dallo 0,7%, il valore più alto da gennaio 2017. L’aumento dell’inflazione ad agosto è in parte dovuto a fattori interni, ma che potrebbero essere legati per lo più a fenomeni temporanei (rialzo dei prezzi dei servizi di trasporto). E’, quindi, troppo presto per concludere che l’inflazione sottostante si sta muovendo in modo più deciso verso l’alto. Si prevede che l’inflazione mantenga un moderato trend al rialzo per il resto dell’anno. Dovrebbe, però, seguire un rallentamento nel 2019”. (PO / Red)