Roma, 10 set – “Una preziosa rete di collaborazioni ha reso possibile questa esperienza” aggiunge Paolo Madonia. “La Biblioteca Centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace”, prosegue il ricercatore, “ha permesso l’utilizzo del grande archivio fotografico del giornale “L’Ora”, le Università di Palermo e Catania hanno fornito un contributo scientifico di primaria importanza su aspetti che vanno dalla geologia all’urbanistica, passando attraverso gli studi di agronomia e sociologia, mentre il contributo della Rete Naturale e Museale Belicina ha permesso di evidenziare le potenzialità di quel territorio. Fondamentale poi”, conclude Madonia, “il contributo dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che ha sviluppato, insieme ad un motivato gruppo di studenti, il progetto grafico e di comunicazione visiva che ha reso questa mostra piacevole da seguire e da guardare”. L’esposizione rimarrà aperta al pubblico presso il Monastero dei Benedettini di Catania fino al 14 settembre, giorno di chiusura del Congresso. Sarà poi trasferita in varie sedi: dal 5 al 31 ottobre presso la Biblioteca Centrale della Regione Siciliana Alberto Bombace a Palermo. Successivamente, sino al termine delle festività natalizie e di fine anno, saranno realizzati allestimenti in alcuni dei centri del comprensorio Belicino colpiti dalla sequenza sismica del 1968. (Red)
