Roma, 20 set – Nei primi due trimestri del 2018 la crescita del Pil dell’area euro ha perso slancio rispetto al periodo precedente (+0,4% la variazione congiunturale in T1 e T2) condizionata negativamente dal rallentamento del commercio estero. La decelerazione è stata diffusa tra i paesi dell’area euro. E’ quanto si legge nell’Eurozone economic outlook elaborata congiuntamente dall’Istituto di studi e previsione economica tedesco Ifo, dall’Istat e dall’Istituto svizzero KOF. Gli indicatori del clima economico confermano questa tendenza. L’Economic Sentiment Indicator (ESI) è diminuito anche ad agosto, condizionato dal calo della fiducia sia dei consumatori sia delle imprese del settore dei servizi, mantenendosi comunque al di sopra della media di lungo termine. Nello stesso mese, l’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) è sceso dal livello superiore a 60 punti registrato all’inizio dell’anno a 54,4. Anche gli ultimi dati riferiti agli indicatori della produzione e delle vendite hanno confermato l’attuale fase di debolezza. A luglio la produzione industriale ha segnato un calo congiunturale significativo (-0,8%). Nello stesso mese anche le vendite al dettaglio hanno registrato una flessione (-0,2%) rispetto a giugno. Nel secondo trimestre la produzione nel settore delle costruzioni è tornata ad aumentare (+1,3% la variazione congiunturale) dopo il risultato negativo del trimestre precedente caratterizzato dalle sfavorevoli condizioni climatiche invernali. (SEGUE)