Roma, 19 ott – Edoardo, alcune tue recenti canzoni sono degli autentici piccoli capolavori. Come per esempio “Abbracciami” , “Scegli il nome di un fiore” e anche “Padre nostro” che avete suonato durante la prima serata del Premio Tenco sul palco del Teatro Ariston a Sanremo. “ Il segreto di quelle canzoni è che escono dal sentimento; il sentimento è alla base di tutto”. Cosa ne pensi Neri? “Sono d’accordo. Questo è un dono che penso di non avere. Qualche volta ho provato a scrivere il testo di una canzone, ma poi mi sono sempre autocensurato. Al momento mi sta bene cantare le bellissime canzoni degli altri”. Neri, come vi siete incontrati dal punto di vista artistico? “Una volta mi proposero di fare un concerto a Porto Venere e io accettai perché avevo voglia di fare quella esperienza. Per l’occasione misi assieme una piccola band con altri musicisti e al concerto partecipo’ straordinariamente anche Edoardo cantando una sua canzone. Da li’ scocco’ la scintilla. Edoardo mi propose di fare altre cose insieme al Folkest in Friuli di cui era direttore artistico e quindi formammo una band con cui abbiamo continuato a lavorare assieme”. (SEGUE)