Le esperienze di studio all’estero riguardano il 49,8% dei dottori di ricerca e sono realizzate prevalentemente su base volontaria per collaborare con esperti, elaborare la tesi di dottorato, ma anche per utilizzare laboratori e attrezzature specifiche. Non è un caso pertanto se la soddisfazione complessiva dei dottori per l’esperienza all’estero è pari in media a 8,7, su una scala 1-10. Il 69,5% di chi ha vissuto un’esperienza all’estero ha scelto come meta di studio un Paese europeo, più specificatamente Regno Unito (14,4%), Germania (11,9%) e Francia (11,5%); tra i paesi extra-europei, gli Stati Uniti d’America (16,0%) sono quelli più attrattivi. Per circa un dottore su tre (33,1%) la durata dell’esperienza all’estero è superiore ai 6 mesi. Emerge da una indagine del Consorzio AlmaLaurea sui dottori di ricerca degli atenei aderenti, quasi la metà del complesso dei dottori di ricerca delle università italiane.