Udine, 7 nov – Arrivano da Udine i primi dati a livello mondiale di una ricerca scientifica in cui si dimostra come lo screening con tac spirale, rispetto a una sorveglianza effettuata soltanto con la radiografia toracica, dimezza la mortalità per tumore al polmone nei soggetti che sono stati esposti all’amianto. Sono questi i risultati dello studio condotto da un gruppo di 11 studiosi, per la maggior parte appartenenti all’Università di Udine e all’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, il cui articolo è stato pubblicato sulla rivista International Journal of Epidemiology, tra le più importanti al mondo del settore. L’articolo, dal titolo “Impatto dello screening della tomografia computerizzata a basse dosi sulla mortalità per cancro del polmone tra i lavoratori esposti all’amianto”, di cui primo firmatario è Fabio Barbone, epidemiologo del dipartimento di Area medica dell’ateneo friulano (dal 2016 nominato direttore scientifico dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste), è stato realizzato anche da Fabiano Barbiero, Valentina Rosolen e Manuela Giangreco del dipartimento di Area medica dell’ateneo friulano, Federica Pisa dell’Istituto di Igiene e clinica epidemiologica dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, Alessandro Follador e Gianpiero Fasola del dipartimento e attività integrata di Oncologia dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine, Ornella Belvedere del dipartimento di Oncologia del York Teaching Hospitals NHS Foundation Trust in Gran Bretagna, Tina Zanin dell’Ass2 isontina, Francesco Grossi della divisione di oncologia medica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore di Milano e Stefano Meduri del dipartimento di Radiologia dell’ospedale di Latisana. (SEGUE)