Roma, 9 nov – ”Non e’ piu’ possibile vedere il proliferarsi di negozi di alimenti ‘non etnici’ gestiti da stranieri, in particolare del Bangladesh, aperti 24 ore su 24 che stanno smantellando completamente il piccolo commercio al dettaglio. Si parla di affitti da capogiro in alcune citta’ come Roma e Milano. Nella capitale un piccolo locale commerciale al quartiere Flaminio di 50 metri paga 2.200 euro mensili. Come e’ possibile tutto cio’? Perche’ non si da una regolamentazione a questo tipo di commercio che non riguarda lo ‘straniero’ ma chi c’e’ dietro ‘lo straniero’ a gestire tutto questo ? ”. Lo afferma, in una nota, Maria Teresa Nori, del Consiglio Direttivo di Federcontribuenti. ”Non mi si venga a parlare di razzismo – continua l’esponente dell’ associazione dei consumatori e dei contribuenti italiani – qui si tratta di sopravvivenza dei nostri piccoli esercizi commerciali gia’ distrutti dalla grande distribuzione e dalla proliferazione maligna dei centri commerciali che hanno permesso questo. Nelle grandi citta’ oramai e’ abitudine vedere questi piccoli negozi gestiti da stranieri che sono solo l’ultimo anello debole di un ingranaggio che genera fatturati da capogiro, ingranaggio cui non si capisce dove viene il lubrificante per farlo andare avanti. Chiediamo – conclude – al Parlamento di mettere un freno non solo sugli orari di questi esercizi commerciali ma anche e soprattutto sulla loro apertura. Spero che in legge di bilancio sia recepito un emendamento per questa problematica”.
(red)