La clausola di collegamento tra la norma che blocca la prescrizione dopo il primo grado e la legge che ridurrà i tempi dei processi “disinnesca quell’effetto bomba atomica che mi preoccupava molto perché oggi i processi hanno una durata infinita”. Così al Corriere della Sera la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno. “In base all’esperienza che ho fatto in politica – dice la rappresentante dell’esecutivo – ho capito da tempo che quella della giustizia è una materia davvero delicata. Purtroppo le riforme vengono spesso annunciate e poi rinviate. Ma con questa norma, fortemente voluta dal M5S, e la clausola di collegamento con la riforma del processo voluta dalla Lega abbiamo un traguardo certo: dicembre 2019”. “Sono norme collegate l’una all’altra. La prima entra in vigore quando la seconda sarà in vigore. Punto. Altrimenti rischiamo di innescare di nuovo la bomba atomica. Io, comunque, dico che ce la faremo”. Come può pensare che i suoi colleghi avvocati possano accettare il congelamento della prescrizione? “Ho sempre detto e ribadito che il dramma italiano è quello della durata eccessiva dei processi. E questo punto sta molto a cuore sia ai magistrati sia agli avvocati. Quindi i tempi dei processi non devono essere solo celeri ma certi. Come? Con il ministro Bonafede siamo d’accordo che bisogna iniziare riducendo i tempi delle indagini che troppo spesso sono sottoposti a proroghe infinite”. (9 nov / red)
