Roma, 12 – “La proposta annunciata oggi più che una riforma elettorale è
l’insieme di alcuni aggiustamenti tecnici all’attuale sistema di voto per
corrispondenza, che rimane esattamente com’è oggi, con l’invio dei plichi a tutti
gli elettori, il proporzionale puro con le preferenze e i collegi continentali”.
Lo afferma a 9Colonne Eugenio Marino, della Direzione nazionale del PD, a
proposito della proposta di legge sul voto all’estero illustrata oggi in
conferenza stampa alla Camera. “Francamente mi sarei aspettato – continua Marino
– dopo dodici anni di Circoscrizione estero e quattro voti parlamentari, un po’
di coraggio in più e un bilancio più serio di questi anni e questi voti. Avrei
voluto vedere introdotta nella proposta la suddivisione delle ripartizioni in
collegi uninominali più piccoli, evitando le preferenze e avvicinando l’eletto ai
suoi elettori” sottolinea l’ex rappresentante degli italiani nel mondo del Pd.
“Inoltre – prosegue – se non si vogliono i collegi e si mantengono le preferenze,
vorrei almeno una battaglia vera sulla presenza delle donne: insieme
all’alternanza di genere nella compilazione delle liste, che da sola serve solo a
scaricare la coscienza, occorrerebbe aggiungere la doppia preferenza di genere,
con l’obbligo per chi esprime due preferenze a darne una alla candidata donna”
spiega Marino a 9colonne. “Quanto al sistema elettronico del blockchain –
conclude – è sicuramente efficace e positivo nel monitorare i plichi e rendere
più difficili i brogli, ma la risposta obbligatoria a un sistema automatico da
parte dell’elettore temo provochi diversi problemi, tali da rendere non
conteggiabili molte schede. Mi piacerebbe vedere questa proposta, che è
migliorabile, completata con l’inversione dell’opzione, in modo da rendere il
voto più cosciente, responsabile e motivato e depurato da moltissime schede di
elettori disinteressati non stampate e non messe in circolazione”. (Gil)
