Roma, 13 nov – Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, in una intervista al Corriere della Sera, commenta le voci su una sua possibile sostituzione: “Più lo dicono e più vale il contrario. Sono moltissime le persone che incontro che incitano ad andare avanti”. Quindi parla delle frizioni di M5S con la Lega Salvini sulle grandi opere: “Non abbiamo mai nascosto di partire da visioni a volte diverse. Ma il punto di incontro si è sempre trovato come dimostra il contratto di governo che abbiamo sottoscritto e che tocca punti su cui abbiamo fatto cambiare idea alla Lega”, “lo stesso Salvini ha fatto riferimento all’analisi costi benefici e al contratto di governo. Non devo aggiungere altro”. Evidenzia poi che “i massimi studiosi italiani in materia, come unanimemente riconosciuto” sta lavorando il tal senso sotto l’egida della Struttura tecnica di missione: “Gente abituata a lavorare sui numeri, non sulle opinioni. II professor Ponti le pare un tipo accomodante con il proprio committente? Mi sembra che la sua storia dica tutt’altro”. Interrogato sulla Pedemontana veneta quindi precisa: “E’ un’opera su cui il ministero non ha competenza diretta essendo il concedente la Regione Veneto, ma dal punto di vista della sostenibilità finanziaria finora non è stata un buon affare”, “la convenzione attuale potrebbe essere giudicata positivamente dalla Corte dei Conti soltanto alla luce di una situazione precedente di palese iniquità ed evidente svantaggio perla parte pubblica, cioè per i cittadini contribuenti. E le responsabilità, in tal senso, sono tutte da far risalire a tempi recenti”. Inoltre sottolinea che “sul Terzo Valico, opera anch’essa caratterizzata da sprechi e scandali giudiziari, avrete risposte a breve”. (red)