L’Italia non cambia la manovra. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria vola all’Eurogruppo di Bruxelles, e ribadisce ancora una volta che “Noi portiamo avanti una discussione calma con la Commissione, a difesa delle nostre posizioni, cerchiamo di arrivare a una convergenza”, e quindi “bisogna interrompere questa corsa allo scontro che non ha ragione di esistere, sia perché la risposta italiana è una risposta a esigenze vere, che esistono anche in altri Paesi come la Francia, sia perché stiamo discutendo di uno scostamento da un aggiustamento strutturale che poi è un’invenzione statistica, perché quello che conta è il debito nominale”. Insomma, l’Italia non è intenzionata a fare retromarcia di fronte alle richieste di modifiche alla manovra che arrivano dall’Europa, anche perché “Francia e Spagna hanno avuto deficit non paragonabili”. Certo rimane lo spettro dello spread che non accenna a calare, e che rischia di aumentare il debito italiano: “Spero che lo spread tra poco scenda, nel momento in cui si vedrà che il nostro deficit, 2,4%, che è considerato il tetto massimo, si dimostrerà tale. Ovviamente, questo dipende da come andranno le trattative con l’Europa e dai giudizi del mercato”. Detto questo, spiega il ministro Tria, “non vedo pregiudizi anti-italiani ma sulle politiche economiche vedo posizioni di altri Paesi molto rigide”. Tria che non rinuncia a una stoccatina verso altri governi “E’ periodo elettorale un po’ in tutti i Paesi e molti hanno difficoltà politiche interne. mentre in il Governo italiano ha un largo consenso”.
(Sis)