Roma, 22 nov – E tra i temi chiave di quest’anno, spicca quello della necessità di consolidare gli equilibri regionali per ridurre il rischio di tentazioni egemoniche. Sono poi trattati la sicurezza comune e gli strumenti per contrastare un eventuale ritorno di strategie stragistiche e terroristiche, il ruolo della religione nell’area, i cambiamenti indotti dalla tecnologia e dalla rivoluzione digitale, la delicata evoluzione del commercio Inter nella regione.
Un focus particolare è dedicato a paesi come Libia, Siria, Yemen, Palestina, Iran e Tunisia e alle delicate situazioni che stanno vivendo. Centrale l’analisi della politica mediorientale di Trump nei prossimi due anni.
Sette i paesi a cui sono rivolti speciali approfondimenti: Egitto, Iran, Israele, Giappone, Palestina, Qatar e Russia.
I Med Dialogues si concluderanno sabato con l’intervento conclusivo del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. (bur)