Roma, 26 nov – Sulla limatura nella manovra dei decimali del rapporto tra deficit e Pil al 2,4% “stiamo ragionando, c’è una riflessione in corso per arrivare a una valutazione definitiva sui conteggi”. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Durigon, in una intervista al Corriere della Sera, conferma le parole del vicepremier Matteo Salvini. Ma avverte “quello che deve essere chiaro è che i due cardini della nostra manovra non verranno toccati, intendo dire che l’intervento sulle pensioni, con quota 100, e il reddito di cittadinanza non sono in discussione”, “sono in corso una serie di verifiche, perché abbiamo evidenza che le due misure che contraddistinguono la legge di Bilancio costeranno meno del previsto, quindi ci sono più soldi per gli investimenti. Ed è in quella direzione che sposteremo più risorse, spiegando bene a Bruxelles l’effetto e l’impulso che possono generare sul fronte della crescita”. Durigon aggiunge che “l’intervento sul sistema previdenziale sebbene comporti dei costi garantisce una possibilità ai giovani di accedere al mondo del lavoro. Lo sblocco del turn over nel settore pubblico porterà ad assunzioni pari al numero di uscite. Mentre nel settore privato nessuno sembra considerare i benefici legati al fatto che le aziende si rinnoveranno ed effettueranno investimenti grazie al ricambio generazionale”. E conclude: “Sono sicuro che l’Europa comprenda, una volta per tutte, dove intendiamo andare e cosa vogliamo ottenere dalle misure inserite nella manovra. Ho sempre detto che i costi previsti nel primo anno per quota 100 saranno molto inferiori a quanto indicato finora. Se poi nella manovra scriveremo il 2,3% o altro non lo so dire adesso”. (red)