Roma, 3 dic – In questo contesto, per Macron le cause sul mancato e auspicato funzionamento dell’Unione in quanto tale trovano origine nella bocciatura di Francia e Olanda, nel referendum nazionale di dieci anni fa, del Trattato costituzionale europeo e nel fatto che da allora nessuna nuova visione europeista sia stata messa in campo. Per Gabriel, invece, è cruciale il problema della narrazione politica, per cui ricorda come alla Germania sia sempre attribuita la responsabilità di condizionare l’Europa con le politiche di austerity, indipendentemente da chi la governi. Ma il leader socialdemocratico ricorda come il successo tedesco dipenda anche dal fatto che insieme a politiche di contenimento del debito e di conti in regola, i governi tedeschi abbiano introdotto riforme sociali che prevedevano grandi investimenti: nell’educazione (il programma scolastico a tempo pieno del governo Spd-Verdi), nelle energie rinnovabili, nella ricerca e nello sviluppo. Quindi spiega come a livello sovranazionale l’Europa, per salvarsi, debba avanzare lo stesso modello: coniugare politiche di bilancio con consistenti politiche di investimento e crescita. Nella discussione, poi, non mancano temi come la minaccia del terrorismo, la pressione migratoria, i crescenti razzismi e nazionalismi, i populismi: temi che impongono sempre più la necessità di “elaborare un’agenda europea e una politica comunitaria”. (Ema)