Roma, 5 dic – Secondo la Fao, il 33% del suolo mondiale oggi è altamente degradato. Le moderne coltivazioni intensive hanno impoverito il suolo, pregiudicando la possibilità di mantenere in futuro la stessa capacità produttiva. La Fao ha stimato che una gestione sostenibile dei suoli potrebbe aumentare la produzione di cibo fino al 58%. Per queste ragioni, i promotori del progetto rivolgono un appello ai ministri dell’agricoltura Centinaio e dell’Ambiente Costa perché si impegnino in una stagione di rinnovamento dell’agricoltura italiana, investendo i fondi destinati al nostro Paese dalla nuova PAC in iniziative centrate sul recupero di fertilità dei suoli mediterranei, anche in chiave di politiche di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, oltre che di produzione di materie prime. La riforma della PAC decentrerà ai Paesi membri il livello di decisione sulle risorse europee per l’agricoltura, e dunque all’Italia è offerta l’opportunità di sviluppare un programma agricolo strategico. Gli ultimi dati di ISPRA, che attestano il consumo di suolo nel 2017 su una media di 15 ettari al giorno, ovvero 54 km quadrati all’anno. Una trasformazione di poco meno di 2 metri quadrati di suolo che, nell’ultimo periodo, sono stati irreversibilmente persi ogni secondo. Dagli anni 50 al 2017 la copertura artificiale del suolo è passata dal 2,7% al 7,65% (+180%), intaccando ormai 23.063 chilometri quadrati del nostro territorio. Per dare un’idea più tangibile del problema, con i dati di ISPRA è possibile fare un focus su Lazio e Lombardia. Nel 2017, nel Lazio risultava coperto suolo per 144.583 ettari (l’8,4% del totale); mentre in Lombardia il consumo arrivava a 310.156 ettari (il 13% del totale). Interessante è osservare come siano avvenuti gli incrementi del consumo di suolo più recenti, quelli misurati tra il 2016 e il 2017, in rapporto ai bilanci demografici. (SEGUE)