Roma, 5 dic – I valori di incremento, espressi in rapporto alla popolazione, si traducono in un aumento di suolo impermeabilizzato pari a 0,53 mq/ab in Lazio e a 0,60 mq/ab in Lombardia. Valori non molto differenti, se non per un dettaglio: la Lombardia nel 2017 ha avuto una crescita di consumo di suolo in presenza di un aumento di abitanti (+17.092), mentre in Lazio si è consumato suolo a fronte di una popolazione in lieve calo (-1431 abitanti). In altre parole, è come se in Lombardia fosse sorta dai campi una nuova cittadina di 17.000 abitanti, mentre nel Lazio ne fosse sorta un’altra, ma fatta solo di case, senza abitanti. Stringendo il campo alle rispettive città metropolitane, quella di Roma ha visto crescere il consumo di suolo lo scorso anno di 102 ettari, quella di Milano ha avuto un aumento di 121 ettari. Nel confronto pro capite, questi dati si traducono in una crescita di 0,23 mq/abitante di consumo di suolo nella città metropolitana di Roma, e di 0,37 mq/ab in quella di Milano: una differenza importante, ma che sarebbe in parte spiegabile con gli andamenti demografici: nella metropoli romana la popolazione ha avuto un lieve incremento (+1987 abitanti), mentre in quella milanese l’aumento è stato di 16.457 abitanti. Se si considera per entrambe l’aumento di consumo di suolo, nel solo territorio comunale, Roma ha consumato 36 ettari (incremento procapite pari a 0,13 mq/ab), mentre Milano ne ha consumati 19 ettari (+0,14 mq/ab). Ancora però si perde il senso di queste crescite di superfici urbanizzate, se ci si confronta con gli andamenti demografici: a Milano la popolazione è da anni in crescita, +14.618 abitanti nell’ultimo anno, mentre a Roma è stazionaria (nell’ultimo anno -694 abitanti). (SEGUE)