Roma, 6 dic – L’incidenza delle imposte dirette sui redditi da lavoro autonomo, al netto dei voucher, rimane sostanzialmente invariata rispetto al 2015 (19,8% del reddito lordo al netto dei contributi sociali), includendo anche la stima dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap). Tuttavia, rispetto al 2015, diminuisce per gli autonomi che lavorano nel settore pubblico, dove si registra una riduzione dei redditi percepiti. Inoltre, fra il 2015 e il 2016, il peso delle imposte aumenta per commercianti e artigiani, che presentano un incremento di reddito, e diminuisce sensibilmente per gli agricoltori. L’incidenza delle imposte cresce all’aumentare del livello di reddito. E’ quanto si legge in un report dell’Istat. Presenta valori superiori alla media nazionale nel Nord-est (21,1%) e tra i lavoratori uomini (20,7%). Cresce inoltre con l’età del lavoratore, passando dal 14,9% per gli under 35 al 28,4% per chi ha più di 64 anni. Si rileva inoltre uno scarto importante tra laureati (23,5%) e chi ha un titolo di studio inferiore (16,7% per la licenza media inferiore). Per gli autonomi che hanno lavoratori alle proprie dipendenze il peso delle imposte è maggiore di quasi 6 punti percentuali di quelli senza dipendenti (22,3% contro 16,4%); per coloro che lavorano a tempo pieno (30 ore e più alla settimana), l’aliquota supera di quasi 5 punti percentuali la tassazione di chi mantiene un orario ridotto (19,6% contro 14,7%). Per quanto riguarda l’attività professionale, il carico fiscale è più contenuto per gli agricoltori (16,3%), supera il 17,5% per commercianti e artigiani e raggiunge il 21,2% per imprenditori, liberi professionisti e lavoratori in proprio. L’incidenza delle imposte risulta più elevata al Centro per gli artigiani e nel Nord per gli imprenditori mentre è più bassa per i percettori di reddito autonomo con cittadinanza straniera (-5,6 punti percentuali rispetto ai lavoratori autonomi italiani). (red)