Roma, 6 dic – La distribuzione del reddito in Italia evidenzia una marcata componente territoriale della disuguaglianza (Prospetto A5 in Appendice). I residenti al Sud e nelle Isole ricadono più spesso nel primo quinto (32,9%) rispetto a coloro che vivono al Centro (16,2%), nel Nord-ovest e nel Nord-est (13,4% e 10%). Parallelamente, nel quinto più ricco sono più presenti i residenti al Nord (oltre il 25% per il Nord-ovest, quasi il 28% per il Nord-est) rispetto ai cittadini del Centro (22,8%) e del Mezzogiorno (9,7%). I soggetti che vivono in famiglie numerose, in particolare in coppie con tre o più figli, risultano concentrati nel quinto più povero (33,7%) e meno presenti nei quinti più ricchi (12,2% e 10,9% rispettivamente nel quarto e nell’ultimo). Questo aspetto si lega anche alla maggiore presenza dei minori nel segmento inferiore della distribuzione dei redditi, soprattutto se vivono in famiglie numerose. Quando vi è almeno un minore si ha una concentrazione del 25,5% nel primo quinto, quota che raggiunge il 38,7% nel caso i minori siano tre o più. Viceversa, le coppie senza figli o con un solo figlio ricadono meno frequentemente nel quinto più basso (rispettivamente nel 12,2% e nel 14,6% dei casi) e più spesso nel quinto più ricco (27,3% e 24,5%). I soggetti che risiedono in famiglie con stranieri risultano fortemente svantaggiati, collocandosi nel 37,2% dei casi nel quinto più povero e in appena il 5,0% nel quinto più alto.Denotano una maggiore vulnerabilità gli individui appartenenti a famiglie con principale percettore sotto i 35 anni (27,7% nel primo quinto), con titolo di studio basso, ossia al più la media inferiore (28,4%), in condizione di disoccupazione (57,1%) o inoccupazione (45,2%) e in famiglie il cui principale percettore ha cittadinanza straniera (39,5%). Un livello di istruzione più alto del principale percettore di reddito della famiglia risulta sistematicamente associato a una collocazione nella parte alta della distribuzione dei redditi e, quindi, a migliori condizioni economiche. Infatti, appartengono al quinto più ricco della distribuzione quattro persone su dieci (42,9%) appartenenti a famiglie con percettore principale laureato. (red)