Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge Semplificazioni, un decreto che ha come primo articolo la cosiddetta norma Bramini dedicata agli imprenditori che aspettano soldi dallo Stato, che avranno delle agevolazioni: “Prima di tutto se sono in ritardo con i pagamenti il fondo di garanzia dello Stato, il fondo del Mise, gli garantirà i pagamenti in modo tale da non far saltare i conti dell’azienda: se sono imprenditore e lo Stato non mi paga non posso fallire perché non riesco a pagare la rate dei prestiti e dei fidi” annuncia su Facebook il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che aggiunge: “Numero due: non si potrà pignorare la casa così come lo stanno facendo agli imprenditori che devono avere soldi dallo Stato, è assurdo ma lo abbiamo visto proprio con il nostro grande amico Sergio Bramini che in questi mesi ha lottato contro il pignoramento della sua casa, che gli veniva pignorata non per colpa sua ma perché lo Stato non gli aveva pagato dei lavori”.
Il provvedimento prevede inoltre l’abolizione del Sistri sulla tracciabilità dei rifiuti speciali (“che in realtà non ha mai tracciato i rifiuti ma ha reso la vita impossibile a tante imprese” spiega Di Maio, mentre il ministro dell’Ambiente Sergio Costa quantifica in 141 i milioni sprecati dal 2010 a oggi per questo sistema “mai entrato effettivamente in funzione”). “Inoltre – aggiunge il vicepremier – abbiamo abolito il registro unico del lavoro, un adempimento telematico che avrebbe creato soltanto problemi agli imprenditori e ai professionisti e in fase di conversione, quindi nei prossimi 2 mesi, in questo decreto entreranno tante altre norme di semplificazione: ci saranno tavoli tecnici al Mise con le imprese per cancellare un’altra serie di adempimenti che non sono mai serviti per le imprese ma che davano la ragione di esistere a tanti enti inutili. È un primo segnale – sottolinea Di Maio – dovremmo fare ancora molto sulle semplificazioni”. Il Consiglio dei ministri ha approvato anche la legge delega sulla revisione del codice degli appalti, del codice del lavoro e della semplificazione del codice di procedura civile: “Il codice degli appalti sta bloccando gli investimenti, dobbiamo eliminare un terzo delle norme”, afferma ancora Di Maio, che aggiunge illustrando i contenuti del decreto: “I processi civili sono troppo lunghi, revisioneremo il processo civile in modo tale che le imprese potranno avere una sentenza in poco tempo su contenziosi e pagamenti”, mentre attraverso la creazione del Codice unico del lavoro “come ministero del Lavoro aboliremo oltre 300 leggi inutili, mettendole insieme in un unico codice”.
“All’interno del decreto semplificazioni ci sono anche delle misure del ministero della Giustizia per nuove carceri – continua il vicepremier – dobbiamo costruirne di nuove. Rispetto agli svuota carceri del passato siamo per assicurare delle condizioni umane nel rispetto delle leggi per i detenuti, ma le carceri si devono potenziare e poter fare. Semplificheremo la vita del ministro della giustizia che prima voleva creare nuove carceri ma era bloccato da mille lacci burocratici”. Infine, Di Maio annuncia che il Consiglio dei ministri ha respinto l’autorizzazione per l’impianto di Masseria La Rocca destinato alla ricerca di idrocarburi. “Presto – spiega – lanceremo il nuovo piano clima-energia, che si baserà sulle rinnovabili, su un’Italia che nel 2019 deve avviare il suo percorso verso un Paese che nel 2050 potrà diventare 100% rinnovabili. Impianti di ricerca di idrocarburi, mega centrali geotermiche non rappresentano una strategia nazionale degna di questo nome per l’energia”. (Roc – 12 dic)