Roma, 19 dic – Sei milioni di persone. Questa l’entità del pubblico che complessivamente ha assistito agli spettacoli messi in scena in Italia nell’ambito delle Stagioni Russe, la rassegna che ha portato nella penisola oltre trecento eventi artistici di altissimo livello. Un numero che più di ogni altra considerazione fotografa l’interesse suscitato dalla manifestazione dal nord al sud dello stivale, come hanno sottolineato a più riprese i partecipanti alla conferenza stampa di chiusura della kermesse, tra cui il ministro della Cultura Alberto Bonisoli e il suo omologo russo Vladimir Medinsky. Di uno “straordinario successo” delle Stagioni Russe ha parlato in particolare il titolare del Mibac, per il quale quest’anno di festival “resterà nella nostra memoria collettiva: non ricordo infatti nulla di così articolato e diffuso nel Paese. Nemmeno commento la qualità delle proposte portate in scena – ha aggiunto il ministro – perché quando parliamo di Russia si tratta sempre del massimo livello. Mi ha inoltre colpito l’incredibile offerta culturale che si è concretizzata”. Anche in questo caso, i numeri dicono tutto: nell’anno che va terminando sono state infatti allestite 35 mostre, 37 spettacoli teatrali, 63 concerti di musica sinfonica, 55 balletti, 31 progetti dedicati all’arte cinematografica, 44 tournée dei collettivi tradizionali più importanti, 45 festival del circo e dell’arte. Una vera e propria pioggia di cultura russa che è stata ottimamente accolta nel nostro Paese. A tal proposito, il rappresentante dell’esecutivo ha voluto ribadire la stretta collaborazione del suo dicastero e l’Ermitage, “sempre più presente nel panorama culturale italiano”. Non è mancato, nell’intervento di Bonisoli, un accenno agli anni della guerra fredda, periodo nel quale, nonostante Italia e Russia si trovassero all’interno di due blocchi antagonisti, “la collaborazione interculturale è comunque andata avanti”, ennesima conferma del fatto che le radici del sapere tra Italia e Russa sono ben solide e affondano nei secoli. (SEGUE)