Il maxiemendamento tarda ancora ad arrivare, ma anche se “non controllo il Parlamento” in linea di massima l’ok al Senato sulla manovra dovrebbe comunque arrivare entro domani, visto che la seduta di Palazzo Madama è stata convocata a partire dalle 14. Giuseppe Conte da Palazzo Chigi, dove si è tenuto il Consiglio dei ministri che ha dato il via libera all’autonomia per tre regioni del Nord, spiega che “siamo al rush finale, mi scuso perché avrei voluto completare prima il negoziato e abbiamo creato un rallentamento dei lavori parlamentari, ma sapete bene che i negoziati si fanno in due. Spero comunque che già domani il maxiemendamento sia approvato al Senato”. Aggiunge Conte: “Ci sarebbe piaciuto lasciare al Parlamento un più ampio margine di lavoro, quello sì, ma non provo assolutamente imbarazzo, perché io la trattativa l’avrei conclusa in un giorno ma bisogna trattare la manovra migliore”. E il vicepremier Matteo Salvini sottolinea come la trattativa con la Ue non sia una sconfitta per il governo, ma al contrario una dimostrazione di forza: “Finalmente dopo anni di mutismo e rassegnazione c’è stata una trattativa seria e serrata, e questo è il motivo per cui arriviamo a Natale con l’approvazione. Negli anni scorsi non volava una mosca” dice Salvini, che poi commenta il risultato (quasi) ottenuto sulle pensioni. “Aspetto domani l’approvazione perché cosa fatta capo ha, ma sono estremamente soddisfatto della possibilità che offriremo agli italiani su quota 100”. Conte ha poi respinto le critiche sull’innalzamento dell’Iva come clausola di salvaguardia: “Noi l’Iva l’abbiamo ereditata, il meccanismo delle clausole di salvaguardia non l’abbiamo inventata noi ma ce la siamo trovata. La verità è che questo Paese deve crescere, e noi perseguiamo una crescita robusta che liberi molte risorse”.
(sis)