Roma, 1 gen – Due bambini su 3 che soffrono di malnutrizione cronica si trovano in
paesi dove c’è la guerra, mentre nelle 10 aree maggiormente devastate dai conflitti –
RD Congo, Sudan, Afghanistan, Yemen, Somalia, Sud Sudan, Siria, Nigeria, Repubblica
Centrafricana e Iraq – più di 4,5 milioni di bambini sotto i cinque anni (in aumento
del 20% rispetto al 2016) sono colpiti da malnutrizione acuta grave. In Yemen, circa
120.000 bambini sono in questo momento in condizioni catastrofiche e rischiano di
perdere la vita a causa della crisi alimentare conseguenza del conflitto. Ma ci sono
anche conseguenze gravi che lasciano il segno su un numero ancora più ampio di bambini,
come accade per i 27 milioni di minori che non hanno più accesso all’educazione perché
le loro scuole sono prese di mira dagli attacchi, occupate dai gruppi armati o perché i
genitori hanno paura di mandare i figli a scuola. Essere tagliati fuori dalla scuola
aumenta anche il rischio di sfruttamento del lavoro minorile, che nelle aree di
conflitto supera del 77% la media globale, mentre per le bambine i contesti di guerra
sono un incentivo ai matrimoni precoci, decisi spesso dalle famiglie nel tentativo di
evitare altri tipi di abusi e violenze. (SEGUE)