Roma, 4 gen – “Sono entrata in politica con la Lega per un bisogno di regole chiare e perché è troppo semplice parlare sempre di diritti e mai di doveri. Se c’è una cosa che stanno facendo Matteo Salvini e questo governo è dire stop al lassismo e al disordine. Finalmente”.
Così Giulia Bongiorno, ministro per la Pubblica amministrazione, in un’intervista a “Libero”.
Quelle di Leoluca Orlando sul decreto sicurezza sono “affermazioni estremamente violente, che abbinate all’annuncio di disapplicare la legge sono di una gravità inaudita. Chi rappresenta un’istituzione non può ignorare le conseguenze di quello che fa e dice”.
“Non lo dico solo perché ritengo il provvedimento una cosa positiva. Lo dico perché se ciascuno di noi decide di applicare la legge solo se la ritiene valida e giusta, è il caos totale. Ho fatto l’avvocato e tornerò a farlo: sa quante volte mi sono trovata davanti a sentenze che ritenevo ingiuste? Il mio primo commento è stato sempre: dobbiamo rispettarle. Per le leggi è uguale.
Dicono che il Far West è quello che vogliamo fare noi della Lega con la legittima difesa, ma il vero Far West è il loro: non pago il conto al ristorante perché lo ritengo troppo caro, schiaffeggio chi credo mi abbia fatto un torto per strada, non applico la legge che non mi piace”.
“Ci vedo il tentativo di alzare i toni per uscire dall’ombra. Palermo è in una situazione disastrosa, ci sono i rifiuti in mezzo alle strade. Napoli non mi sembra amministrata meglio. Quelle di Orlando e De Magistris sono provocazioni inscenate per spostare l’attenzione e ottenere un po’ di visibilità. E magari proporsi come leader nazionali della sinistra, che al momento non ha nessuno in quel ruolo. Altre motivazioni possibili non ne vedo”.
“Un principio essenziale della Costituzione è quello di legalità: siamo tutti sottoposti alla legge. E poi Orlando e gli altri sanno benissimo che ci sono procedure per fare dichiarare illegittima una legge dalla Corte Costituzionale, ammesso che questa dia loro ragione”.
Quello sicurezza “è un decreto coraggioso, impone regole forti ed evita che ci siano eccessi di discrezionalità. Chi scappa dalle guerre e dalle persecuzioni non solo continuerà a stare qui, ma avrà maggiori tutele di prima. E chi vuole restare fuori dalla legalità non potrà essere equiparato agli altri. Ma sarebbe un errore clamoroso credere che, siccome il decreto traccia una linea di confine chiara tra chi può rimanere e chi no, allora è in contrasto con la Costituzione. Chi fa paragoni con le leggi razziali non sa di cosa parla”.
(PO / red)