Roma, 10 gen – La sterminata quantità di radiazione emessa dal quasar, paragonabile a quella di 500 mila miliardi di stelle come il nostro Sole, è prodotta da un buco nero supermassiccio che risiede nel cuore della galassia ospite, a quell’epoca ancora in formazione, e che stava “ingoiando” enormi quantità di materia, attirata dalla sua intensa forza gravitazionale. Oltre la sua luminosità nella luce visibile e infrarossa, il quasar è assai brillante alle lunghezze d’onda submillimetriche, nelle quali è stato osservato dal telescopio James Clerk Maxwell sul Mauna Kea, alle Isole Hawaii. Questo tipo di emissione è dovuta all’intensa attività di formazione stellare presente nella galassia ospite, stimata in circa 10 mila nuove stelle ogni anno. Per confronto, nella Via Lattea, la nostra galassia, ogni anno si accende in media solo una nuova stella. “Nel marzo del 2018 abbiamo osservato con il telescopio LBT il quasar J0439+1634 utilizzando lo strumento LUCI abbinato al sistema di ottica adattiva ARGOS” racconta Bonaglia. (SEGUE)
