Roma, 10 gen – “Successivamente, analizzando i dati, abbiamo notato che l’immagine del quasar può essere risolta mostrando due altri oggetti nelle vicinanze dell’oggetto principale. Questa scoperta non era stata possibile nelle precedenti osservazioni perché avevano una risoluzione limitata dalle condizioni di seeing atmosferico. Il sistema di ottica adattiva ARGOS, realizzato da un consorzio di cui INAF fa parte tramite il gruppo di Ottiche Adattive dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, permette invece di compensare la turbolenza atmosferica presente nelle riprese di LBT, migliorando la risoluzione dello strumento LUCI. I dati di alta qualità che abbiamo ottenuto con LBT sono stati fondamentali per avvalorare l’ipotesi che la luce del quasar fosse affetta da lensing gravitazionale, cosa che è stata definitivamente confermata dalle osservazioni effettuate grazie al telescopio spaziale Hubble nell’aprile del 2018”. (red)
