Roma, 21 gen – I gioielli made in Italy piacciono al 76% dei consumatori. Una percentuale bulgara che conferma il buon momento che sta vivendo la produzione italiana, che si conferma un settore strategico per la nostra industria manifatturiera: secondo i dati presentati in anteprima a Vicenzaoro da Italian Exhibition Group, Federorafi Confindustria Moda e Federpreziosi Confcommercio ed elaborate da Klaus Davi, le esportazioni mantengono un saldo commerciale in avanzo per 3,17 miliardi di euro nei primi 3 trimestri del 2018. Secondo le stime, il 12,7% degli italiani ha acquistato preziosi, bijoux o orologi, percentuale in linea con quella del 2017 (12,3%). Inoltre, il 75,6% degli italiani ha dichiarato di voler mantenere il budget di spesa per i preziosi e il 17,2% ha dichiarato di averlo aumentato. Il mercato maschile è in crescita (secondo una stima del New York Times le vendite globali di gioielli di lusso per uomo hanno raggiunto 5,3 miliardi di dollari nel 2017), e alcuni brand come Antorà, Zancan, Barakà o Cammilli gli hanno dedicato attenzione. Ma gli uomini comperano da soli i gioielli o delegano alle compagne o mogli? Il campione intervistato, secondo la ricerca di Klaus Davi, giudica la produzione italiana la più elegante (64%), più contemporanea (55%), più conforme al gusto italiano (48%), più sobria (41%) e più originale (38%). In testa alle preferenze ci sono i gemelli (52%), magari di forme diverse, con dettagli colorati e alternanza di superficie lucida e opaca, come quelli da 3.600 euro, proposti dal brand catanese Antorà; seguono i bracciali (49%), anche in stile etnico ma impreziositi da pietre preziose ben riconoscibili; poi le collane (46%), sempre molto fashion e arricchite da ciondoli curiosi. (SEGUE)