Genova, 22 gen – Dopo nove anni di lavoro di ricerca in Spagna, nell’ Istituto di ricerca chimica in Catalogna, Francesco Margiocco, ricercatore dell’università di Bologna, è tornato in Italia. E racconta a Il Secolo XIX la sua scelta: “Qui all’Istituto italiano di tecnologia ho trovato le stesse condizioni, lo stesso grado di indipendenza, che avevo in Spagna e che mi permetteranno di lavorare. Il successo o l’insuccesso della mia impresa dipenderanno esclusivamente da me”. Durante i suoi nove anni spagnoli ha dato lustro al centro di ricerca per il quale lavorava vincendo una borsa Erc, ambitissimo e ricchissimo assegno che la Commissione europea rilascia agli scienziati per realizzare i loro progetti più dirompenti. Due anni fa, caso più unico che raro, Melchiorre ha vintola borsa Erc per la seconda volta consecutiva. “Il metodo classico per la sintesi di molecole- spiega – è l’attivazione termica, dove la sintesi è stimolata dal calore. Il metodo che stiamo usando noi qui nei laboratori genovesi è la fotochimica, cioè la sintesi stimolata dalla luce. In passato era la luce ultravioletta, che però può provocare danni agli occhi. Oggi gli stessi risultati si possono ottenere con l’illuminazione a Led, che non ha nessuna controindicazione e consuma infinitamente meno”. Il neo -ricercatore dell’Iit ha ancora tre anni per completare il suo progetto, insieme alla squadra di otto persone che ha nel frattempo costituito, e aprire nuove strade alla sintesi delle molecole. “Paolo Melchiorre – scrive il quotidiano – sta dimostrando che la fotochimica può diventare lo strumento ideale per identificare e assemblare nuove forme di molecole che un domani potrebbero essere la base di nuovi farmaci per sconfiggere malattie oggi inguaribili”. (Kgn)