Roma, 4 feb – Sono passati esattamente 15 anni, non 10 come vuole il #tenyearchallenge tanto in voga in queste settimane sui social network. Era il 4 febbraio 2004, quando in una stanza di Harvard un gruppo di amici mise online la prima bozza di Fb. All’inizio era un sito universitario, Thefacebook.com, che si proponeva di connettere studenti di Harvard con quelli di altri prestigiosi atenei. Poi si è diffuso nel mondo in modo così capillare da diventare il social network più grande del pianeta. Tanto che oggi vanta la più grossa comunità online: sono oltre 2,3 miliardi di utenti attivi ogni mese, 31 milioni solo in Italia. Aperto con soli mille dollari d’investimento, ha visto crescere negli anni il suo valore in maniera esponenziale, adesso vale 500 miliardi di dollari in Borsa e guadagna 22 miliardi di profitti annuali.
Facebook ha modificato col tempo il nostro modo di comunicare, di esprimere un apprezzamento o un insulto, di stringere amicizie. Già nel 2008, dopo solo 4 anni dalla messa online, Mark Zuckerberg, uno di quegli studenti che hanno prodotto Fb, diventa il miliardario più giovane del mondo, ed oggi ha creato un impero che vanta un patrimonio di 62 miliardi di dollari. Negli anni ha, infatti, acquistato WhatsApp ed Instagram e realizzato Messanger. Zuckerberg ha avuto, inoltre, l’intuizione e la capacità di circondarsi delle persone giuste, come il suo braccio destro Sheryl Sandberg, considerata “l’unica adulta della stanza Harvard” che, dal 2008, è a capo della strategia di marketing e pubblicitaria. È stata lei ad inventare un sistema di profitti basato su analisi dati utenti, suggerimenti mirati, che ha portato Fb ad essere un colosso, ma anche a scandali come il Cambridge Analytica, la vendita di dati all’insaputa degli utenti. Il modello di business della società di Zuckerberg si basa sulla possibilità di vendere pubblicità “profilata”, sempre più tagliata sulla misura delle persone, catalogate a seconda delle proprie dichiarate preferenze in vari campi e su vari argomenti. (SEGUE)