Bruxelles, 7 feb – La proposta di direttiva della Commissione relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili costituisce un aggiornamento della cosiddetta “direttiva sulle dichiarazioni scritte”. La direttiva risale al 1991, ma da allora il mondo del lavoro si è notevolmente evoluto. I cambiamenti demografici hanno determinato una maggiore diversificazione della popolazione attiva, la digitalizzazione ha agevolato la creazione di nuove forme di lavoro subordinato e sono apparsi nuovi e più flessibili rapporti di lavoro Negli ultimi anni un contratto di lavoro su quattro corrispondeva a una forma atipica di occupazione, in cui rientrano tutti i posti di lavoro non a tempo pieno e non a tempo indeterminato, che spaziano dai “classici” lavori a tempo parziale ai lavori a chiamata senza ore lavorative garantite. Nel dicembre 2017 la Commissione, nel tentativo di rafforzare la dimensione sociale dell’Europa e nel quadro dell’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, ha proposto l’iniziativa sulle condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili. Obiettivo di quest’ultima è ampliare e aggiornare gli obblighi vigenti di informare ogni lavoratore in merito alle sue condizioni di lavoro e introdurre nuove norme minime per garantire che tutti i lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti atipici, beneficino di maggiore prevedibilità e chiarezza per quanto riguarda le loro condizioni di lavoro.
(Sis)
