Roma, 19 feb – “Prima di tutto sono un attivista, per cui ho votato. E’ stato un onere e un onore farlo. Ho votato sì all’interesse pubblico e dunque no al processo perché il vicepremier Matteo Salvini ha applicato sui migranti la linea condivisa da tutto il governo”. Così il ministro grillino per i Rapporti con il Parlamento ma anche per la democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, in una intervista al Corriere della Sera nella quale parla di “partecipazione straordinaria” alla consultazione online sulla piattaforma Rousseau. E replica alle critiche della senatrice Elena Fattori del M5S secondo cui la piattaforma Rousseau, finanziata con un milione di euro di denari pubblici dai parlamentari grillini, è poco efficiente: “Ho impiegato 5 minuti. Giusto un problema alla batteria del telefonino”, “la senatrice Fattori ha una vena polemica legittima ma quotidiana, direi. Non è vero che questo era un voto sulla tenuta del governo ma sulla legittimità di una decisione assunta collegialmente. Rousseau migliora di anno in anno nonostante gli hacker”. La concessione dell’autorizzazione a procedere “sempre e comunque” non costituisce più un’automatismo per il M5S? “Noi abbiamo sempre detto no a chi, dopo aver commesso un reato, intendeva farsi scudo con una carica politica. Questo è un caso diverso, ed è la prima volta. Perché stiamo parlando di un atto compiuto nell’esercizio della funzione di governo”. Verrebbe espulso o sanzionato il senatore M5S che dovesse disattendere questa linea? “Questo sarà deciso eventualmente dagli organi preposti. Io faccio parte del collegio dei probiviri per cui non mi posso esprimere al riguardo. Certo, credo che i nostri parlamentari debbano rispettare la base”. Il ricorso a Rousseau rischia di appiattire il ruolo dei parlamentari del M5S? “Credo di no. II ruolo del parlamento è corroborato dagli attivisti e non sminuito”. (red)