Roma, 27 feb – “L’introduzione del requisito della conoscenza della lingua italiana rappresenta un motivo di cui da alcuni anni si discute anche in ambito parlamentare a proposito sia della concessione della cittadinanza a stranieri, residenti in Italia e all’estero, che del riconoscimento jure sanguinis della cittadinanza a discendenti di emigrati italiani di diverse generazioni – si legge ancora nel testo dell’interrogazione -, senza tuttavia che si sia arrivati sul tema a conclusioni organiche o quantomeno coordinate; la richiesta di attestazione della conoscenza della lingua italiana a livello B1 del Qcer, per lo straniero che ha contratto matrimonio con un/a cittadino/a italiano, oltre a costituire una opzione parziale (unidirezionale) e non coordinata rispetto a una più complessa problematica, ha creato un diffuso disagio tra le coppie «miste», il cui numero è progressivamente aumentato per la massiva presenza degli italiani all’estero e per la forte ripresa dei flussi emigratori negli ultimi anni”. (PO / Red)