“Più di mille piccole farmacie sono a rischio chiusura in tutta Italia e spopolamento dei piccoli centri e aumento dell’età media, desertificazione sanitaria e diminuzione dei servizi offerti, spese di gestione e tasse, aumento della distribuzione diretta sono tra le cause del fenomeno. Tra le aree a rischio, quelle con il maggior numero di piccole farmacie sono sicuramente Piemonte (697), Veneto (545), Emilia-Romagna (521), Calabria (472), Toscana (438) e Sardegna (318)”. A lanciare l’allarme è il presidente del Sunifar (Sindacato unitario dei farmacisti rurali) Silvia Pagliacci, in un articolo del magazine on-line Farmacista33. “Se continua così, almeno un migliaio di piccole farmacie sono a rischio chiusura – commenta -. Tra i motivi di difficoltà vi è la scelta delle Regioni di diminuire la distribuzione di farmaci per conto, a favore della distribuzione diretta: questo significa che il paziente che prima ritirava i medicinali dispensati dal Servizio sanitario nazionale nella farmacia sotto casa ora deve andare a ritirarli in ospedale o centri di erogazioni delle Asl, tra l’altro a proprie spese, e con problemi di spostamento”. Rilevante poi l’impatto negativo dello spopolamento e dell’invecchiamento degli abitanti dei piccoli centri, ormai abitati prevalentemente da anziani a basso reddito. Fenomeno che contribuisce a rendere difficilmente sostenibili le spese di gestione e la tassazione: su 2.000 piccole farmacie in comuni sotto i 1.500 abitanti, “in ben 750 il titolare è l’unico farmacista che garantisce il servizio, perché non può permettersi di assumere personale. In alcuni casi le spese di gestione e le tasse annullano quasi i guadagni”. Il contributo destinato alle 4.700 farmacie in zone al di sotto dei 5.000 abitanti dovrebbe aiutare i titolari a far fronte al calo del fatturato, ma tale contributo “è poco più che simbolico perché non è mai stato rivalutato dal 1969, e oggi ha perso di 20 volte il valore iniziale” conclude Pagliacci. Simili criticità erano già state sollevate, anche da farmacista33, nelle scorse settimane in Piemonte e Veneto, le prime due regioni nella lista delle più a rischio. L’articolo di Farmacista33 ricorda, rilancia l’allarme di Federanziani: “Le farmacie rurali, 6.800 in tutta Italia, costituiscono circa un terzo del totale italiano, fornendo spesso l’unico presidio di salute in zone scarsamente raggiungibili o poco popolate” ed “in farmacia, nei paesi privi di altri servizi pubblici, non si va solo per avere farmaci, servizi e consigli sulla salute. Si va in farmacia anche per farsi aiutare nelle pratiche burocratiche, per avere indicazioni su come affrontare i tanti problemi della vita quotidiana e per essere rassicurati”. (27 feb – red)