Roma, 4 mar – Prima del rapimento fu oggetto di severe ammonizioni da parte del governo siriano di Assad per il suo attivismo politico-religioso, contenuto e diffuso mediante diversi scritti che, dal 2011, proponevano una transizione democratica all’interno di un territorio conteso da molteplici matrici etniche. Queste posizioni gli valsero l’espulsione dalla Siria, che avvenne a seguito di una lettera che il sacerdote inviò all’allora segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Prima del suo rientro in Siria, ricevette il Premio per la Pace 2012 da parte della Regione Lombardia. Rientrato in Siria nel 2013, proprio durante uno dei suoi tentativi di mediazione tra jihadisti e curdi per liberare degli ostaggi a Raqqa, si persero le sue tracce. Il 12 agosto 2013 le agenzie pubblicarono indiscrezioni riguardo la sua morte, con cadavere gettato presso la foiba di al Houta, sempre vicino Raqqa, ma la Farnesina non aveva mai confermato tale notizia. Oggi le notizie derivanti dal fronte infondono nuove speranze nei familiari, costantemente in contatto con la Santa sede e con la Farnesina.
(Lgs)