Roma, 22 mar – Analogo andamento si registra in Piemonte: infatti, se la Dora Baltea segnala solo 28 metri cubi al secondo invece di 31,1, ben più grave è la condizione del Tanaro (mc/sec 57 invece di 124,5) e della Stura di Lanzo (mc/sec 3,0 invece di 6,2); di fronte a tale situazione e prevedendone solo un peggioramento, considerato anche l’inconsistente manto nevoso sulle montagne, è scattato l’invito a “sommergere” le risaie entro fine Aprile per evitare la successiva concomitanza con le esigenze irrigue del mais, creando al contempo una riserva idrica indispensabile per “dissetare” le campagne a valle nei mesi a venire.
In Lombardia sono i grandi laghi a dare il segno della crisi; tutti ampiamente sotto la media stagionale indicano percentuali di riempimento insufficienti a garantire i molteplici interessi (le norme privilegiano l’uso agricolo dopo quello umano) gravanti su quelle acque: il Maggiore è al 28%, il lago di Como è al 7,6%, quello d’Iseo è al 15%, il lago d’Idro è al 13,8%.
Decisamente diversa è la situazione nel Sud Italia, dove i maggiori bacini sono indirizzati al massimo riempimento. In Puglia trattengono attualmente 284 milioni di metri cubi (l’anno scorso erano 243) su una capacità complessiva di 336; in Sardegna, l’acqua nei grandi invasi è pari a 776 milioni di metri cubi (l’anno scorso erano 556) su una capacità complessiva pari a 945 milioni di metri cubi; in Sicilia sono conservati 277 milioni di metri cubi erano 192 nello stesso periodo 2018) su una capacità complessiva di 421; la Basilicata è la regione meno ricca di riserva idrica: solo 422 milioni di metri cubi (erano 392, un anno fa) contro una capacità totale di 826 milioni di metri cubi. (SEGUE)