Roma, 25 mar – “L’Italia affrontò l’integrazione per certi versi meno preparata degli altri 5 paesi firmatari. Ma fu una sfida vinta: lo straordinario sviluppo del nostro paese negli anni Sessanta sarebbe stato infatti impensabile senza l’apertura dei mercati – ha proseguito il presidente del Senato – Fu, quella di Roma, una scelta lungimirante, e mi fa piacere qui ricordare la figura di Gaetano Martino, protagonista del negoziato. Fu Martino a voler iscrivere nei Trattati sin da allora la prospettiva di una elezione diretta di un Parlamento della Comunità. La svolta nella vita di questa istituzione si realizzò di nuovo a Roma in occasione del Consiglio europeo del dicembre del 1975, presieduto da Aldo Moro, Capo del Governo italiano dopo essere stato per più di 4 anni alla guida della Farnesina. Un percorso che fu lo stesso Moro, nel suo ultimo discorso nell’Aula della Camera, a voler chiudere illustrando quale relatore l’atto relativo all’elezione a suffragio universale diretto del Parlamento europeo. La scelta di fare esprimere il popolo europeo all’unisono per l’elezione della sua rappresentanza è per Moro importante dal punto di vista giuridico ‘ma è più importante dal punto di vista morale e politico (…) perché è oltre un fatto emblematico, manifestazione di una capacità di crescita interna, inserita nel contesto europeo’.” “Alla vigilia di un confronto elettorale che sta mobilitando le opinioni pubbliche dei nostri paesi in maniera inedita, attraverso un confronto anche duro, ma che alimenta forse per la prima volta un vero dibattito pubblico europeo, credo che queste parole di Moro ci possano aiutare a guardare ai prossimi mesi con uno spirito aperto – ha concluso la Casellati – Nella speranza che il nuovo Parlamento europeo, anche grazie al lavoro fondamentale di negoziato svolto in queste sale da tanti protagonisti, possa essere un laboratorio per soluzioni politiche e istituzionali che sappiano dare prospettive nuove al processo di integrazione indispensabile per riaffermare in una realtà mondiale sempre più articolata e complessa i valori distintivi della civiltà europea”. (red / PO)