Roma, 27 mar – In Italia, quasi 1/3 dei bambini e degli adolescenti sono a rischio povertà ed esclusione sociale; gravi sono i divari regionali: in Sicilia sono il 56%, in Calabria sono il 49%, in Campania il 47%, in Puglia il 43%. All’opposto, Friuli ed Emilia Romagna (circa 1 bambino su 7, ovvero rispettivamente il 14,9% e il 15,8%) poi Veneto (17,5%) e Umbria (20%). Sono 2.156.000 i bambini e ragazzi che oggi in Italia vivono in condizioni di povertà relativa; più di un minorenne su 5. Il Rapporto “I diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza in Italia: I dati regione per regione 2018”, del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Crc) -network attualmente composto da 96 soggetti del Terzo Settore, coordinato da Save the Children Italia – fotografa nel dettaglio l’incidenza in ciascuna regione, indicando quanti vivono, e dove, molto al di sotto della media nazionale. In questo contesto l’Italia è il secondo paese più vecchio del mondo, caratterizzato da bassa natalità in quasi tutte le regioni, con livelli preoccupanti in Liguria e Sardegna, dove nascono 6 bambini ogni mille abitanti (6,1). Bolzano invece stacca di 3,5 punti la media italiana (10,2 vs 7,6). La fotografia del paesaggio demografico non presenta nel complesso grandi divari regionali. Tuttavia vi sono regioni come Liguria e Sardegna dove la natalità è decisamente bassa (6,1) e regioni in cui il numero dei nati per ogni mille abitanti è invece superiore alla media nazionale, come Sicilia (8,2) Trento (8,3) Campania (8,6) e Bolzano, che stacca di 3,5 punti la media italiana (10,2 Vs 7,6). Per una fotografia di ciò che la denatalità produce nel tempo sono importanti i dati sull’incidenza dei minori di 18 anni sul totale della popolazione: se la media italiana è già molto bassa (16,2%) alcune regioni presentano, in questo senso, percentuali allarmanti. (SEGUE)