Roma, 27 mar – La Liguria con 2,5 punti sotto la media (13,7) è la regione più anziana d’Italia, mentre la regione con la percentuale maggiore di 0-17enni è Bolzano (19,1). Le regioni dove la presenza di minori di origine straniera ha maggior peso sono l’Emilia Romagna (16,1%) e la Lombardia (15,8%). Rispetto alla composizione dei nuclei familiari in alcune regioni del Sud la percentuale di famiglie numerose è più elevata della media, mentre la quota di nuclei monogenitoriali è particolarmente elevata nel Lazio (21,4%), in Liguria (19,5%) e in Campania (19,2%) a fronte di una media italiana del 16,1%. Infine, un indicatore demografico positivo, la speranza di vita alla nascita, che in Italia è tra le più elevate al mondo (82,7 anni). Anche qui con delle punte positive in Lombardia e Marche (83,3) che fanno da contraltare a regioni dove invece il dato è più basso, come la Campania (81,1). Il sistema italiano e quello regionale evidenziano tuttora importanti carenze e non dispongono di un sistema di raccolta dati in grado di garantire – in tempi certi e il più possibile tempestivi – un’adeguata conoscenza del numero e delle caratteristiche dei minorenni fuori dalla propria famiglia d’origine e del loro percorso di accoglienza. In relazione all’affido familiare i dati confermano il ricorso all’affido ai parenti quale pratica largamente diffusa in particolare nelle regioni del sud, (che raggiunge l’82% del totale degli affidi in Basilicata, il 78,3 % in Molise, il 76,9% in Campania, 73,7% in Puglia, rispetto ad una media nazionale del 47,7%. Se si considera invece la durata degli affidi, si evidenzia una situazione piuttosto differenziata per gli affidi a lungo temine, oltre i 4 anni) che vede percentuali molto alte fino al 91,1% sul totale degli affidi nel Veneto per scendere al 27,9% del Piemonte e al 17% del Friuli VG, e, mentre la media nazionale si attesta al 42,3%. (SEGUE)