Roma, 29 mar – Anche i pescatori hanno bisogno di assistenza immediata,
soprattutto per quanto riguarda le attrezzature e le infrastrutture. La città
portuale di Beira, in particolar modo, centro nevralgico del settore ittico del
paese e punto di ingresso di oltre un milione di tonnellate di grano e riso ogni
anno, ha subito la maggiore distruzione da parte del ciclone Idai. Ristabilire
l’accesso ai mercati per la popolazione – sia per l’acquisto di cibo che per la
vendita del raccolto – è un’altra priorità, che potrebbe beneficiare del programma
FAO Cash+, grazie al quale piccoli contadini ricevono denaro contante in cambio di
ore di lavoro per il ripristino di strade e infrastrutture. Una comprensione
migliore delle necessità della regione sarà possibile quando le acque si saranno
ritirate e le immagini satellitari forniranno maggiori dettagli sullo stato dei
pozzi di irrigazione, degli abbeveratoi per animali, delle infrastrutture agricole
e della salute dei suoli. Giunto in Mozambico all’indomani del disastro, Daniele
Donati, Vicedirettore della divisione Emergenze e Resilienza della FAO, ha
sottolineato come i cambiamenti climatici contribuiscano certamente alla
comprensione della natura estrema del ciclone, oltre all’approccio agli aiuti
umanitari: “Questi eventi ci spingono a espandere il concetto di interventi salva-
vita, includendo la protezione dei mezzi di sostentamento. Normalizzare i mezzi di
sussistenza è una priorità assoluta” ha affermato. (Com)