Roma, 2 apr – Il testo del cosiddetto “Codice Rosso” – approvato in prima lettura dalla Camera con 380 sì, 0 no e 92 astenuti – individua un catalogo di reati attraverso i quali si esercita la violenza domestica e di genere e interviene sul codice di procedura penale al fine di velocizzare l’instaurazione del procedimento penale e, conseguentemente, accelerare l’eventuale adozione di provvedimenti di protezione delle vittime. Inoltre il testo incide sul codice penale per inasprire le pene, introdurre aggravanti e individuare nuove fattispecie di reato in relazione alle condotte attraverso le quali può esercitarsi la violenza domestica e di genere. La violenza domestica o di genere viene ricondotta alle seguenti fattispecie: maltrattamenti contro familiari e conviventi; violenza sessuale, aggravata e di gruppo; atti sessuali con minorenne, corruzione di minorenne, atti persecutori, lesioni personali aggravate da legami familiari. Si prevede, a fronte di notizie di reato relative a delitti di violenza domestica e di genere che la polizia giudiziaria, acquisita la notizia di reato, riferisca immediatamente al pubblico ministero, anche in forma orale; alla comunicazione orale seguirà senza ritardo quella scritta; che il pubblico ministero, entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, assuma informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato; tale termine può essere prorogato solo in presenza di imprescindibili esigenze di tutela della riservatezza delle indagini, anche nell’interesse della persona offesa; che la polizia giudiziaria proceda senza ritardo al compimento degli atti di indagine delegati dal PM e ponga, sempre senza ritardo, a disposizione del PM la documentazione delle attività svolte. (PO / SEGUE)