Roma, 8 apr – La domanda forse era un po’ a bruciapelo ma alla richiesta di «chi di voi vuol tornare in Italia?» nessuno ha risposto sì. Perché anche se sono spesso in Italia ormai vivono il Regno Unito come casa propria. Sono i dieci italiani – si legge oggi sull’Economia del Corriere della Sera – che il governo di Londra ha portato in Italia a fine marzo per «Bridging the Gap» (colmare le distanze), iniziativa organizzata dall’ Ambasciata britannica in Italia e dal British Council, l’ ente culturale britannico, nell’ ambito del ciclo di incontri ispirati dal Convegno di Pontignano, il principale appuntamento bilaterale per le relazioni tra Italia e Regno Unito. Mentre ancora l’ incertezza su Brexit è totale, il governo britannico si muove perché le relazioni con i Paesi europei, e l’ Italia in testa, restino quelle di sempre, di prima del referendum che nel settembre 2016 ha deciso di far uscire il Regno Unito dall’ Unione europea. La comunità italiana nel Regno Unito, d’ altra parte, è molto ampia: quasi 700 mila persone, la più grande all’ estero. Per questo Jill Morris, ambasciatrice britannica in Italia, ha voluto realizzare l’ iniziativa, per celebrare il contributo alla ricchezza dell’ economia, della cultura, e della società del Regno Unito da parte della più numerosa comunità italiana all’ estero, e valorizzare il ruolo di ponte che le singole persone svolgono nell’ ambito delle relazioni tra i due paesi. «Il talento italiano – ha dichiarato Morris – è un bene prezioso per il mio Paese. Siamo orgogliosi dei 700 mila italiani che hanno scelto di fare del Regno Unito la loro casa e che continueranno ad essere i benvenuti, a prescindere dalla nostra uscita dall’ Unione Europea. È per questo che abbiamo deciso di puntare la nostra attenzione sul “ponte” più speciale e straordinario che continuerà a tenere uniti i nostri due Paesi: le persone». (Red)