Milano, 9 apr – “Lo sport esprime il più alto dei suoi valori quando porta i giovani a stare insieme e a sorridere,” ha dichiarato Paolo Scaroni, Presidente di Fondazione Milan. “Con un campo di calcio o un campo di basket possiamo aiutare chi è rimasto indietro. Questa metodologia è la base del lavoro di Fondazione Milan, per sviluppare iniziative concrete in cui lo sport genera benessere, equità e inclusione sociale. I rifugiati hanno il diritto di poter guardare con speranza al futuro. Siamo a fianco di UNHCR per questo”.
“L’attività sportiva permette ai nostri beneficiari di socializzare e di sviluppare al meglio il loro potenziale e le loro qualità umane, rafforzando al contempo la capacità di dialogo e lo spirito di collaborazione e favorendo una piena integrazione sociale,” spiega Alessandra Morelli, Rappresentante UNHCR in Niger. “Per questo siamo davvero grati a realtà come Fondazione Milan che ci sostengono nel nostro lavoro che mira a riaffermare la dignità della persona”.
Ben consapevole dell’importanza dello sport per il benessere individuale e la coesione sociale, Fondazione Milan è a fianco di UNHCR dall’estate del 2010. Nel biennio 2014 – 2015 la onlus rossonera ha finanziato un importante progetto legato allo sport dedicato ai bambini rifugiati siriani in Libano e nel 2016 ha garantito a 90 bambini siriani rifugiati in Libano l’accesso a scuola.
Il Niger ha messo la solidarietà al centro della sua azione politica. Dalla fine del 2017, collabora con UNHCR al Meccanismo di Transito di Emergenza (ETM), un programma che mira a fornire assistenza salvavita attraverso l’evacuazione temporanea dei rifugiati dai centri di detenzione libici in attesa di essere reinsediati in paesi terzi.
Ad oggi, sono state già evacuate dalla Libia oltre 3.000 persone, di cui più di 2.600 in Niger.
(red)