Roma, 11 apr – “Italianates”. Così venivano “liquidati, con termine poco traducibile”, mezzo secolo fa, a Londra, i nostri connazionali andati a guadagnarsi la vita Oltremanica. “Nel migliore dei casi – scrive il Corriere dello Sport – potevano formare una squadra di camerieri. Già, una squadra di camerieri, capaci di ogni traguardo, però. Ed è in quegli anni che nasce e cresce la piccola grande epopea di un club, l’Italia Wasteels, fondato nel 1968. Una squadra-comunità, formata in larga parte da italiani di seconda generazione, tra le protagoniste per oltre un quarto di secolo, fino all’inizio degli anni ’90, dell’Aifl, la Lega anglo-italiana. L’Aifl è stata piuttosto un fenomeno straordinario, un tentativo concreto di integrazione, attraverso un campionato formato, nel momento di maggiore espansione, anche da 20 squadre, con sponsor legati allo stesso ambiente italoinglese che mandava in campo formazioni con almeno 5 italiani: Se eri bravo eri abbastanza italiano da poter giocare, si diceva”. “Resiste caparbiamente l’Italia Wasteels – scrive ancora il quotidiano sportivo – iscritta adesso alla Seconda Divisione della Orpington & Bromley District Sunday Football League, torneo amatoriale del sud di Londra” ma purtroppo “ultimi in classifica”. (Kgn)