Roma, 12 ott – “L’incrocio tra questi due dataset, con autorizzazione del garante,
permetterebbe ad Inps di segnalare nel cassetto aziendale, i lavoratori senza Green
pass a cui fare il tampone, e si dovrebbe prevedere nel cassetto aziendale un
riconoscimento di un bonus sotto forma di sgravio contributivo, in modo che il
costo del tampone sia solo anticipato dall’azienda ma pagato a conguaglio da Inps,
come succede in genere per la cassa integrazione ordinaria sui versamenti dei
contributi aziendali – si legge ancora nel post – Questo meccanismo, che non
invaderebbe la privacy se non nei limiti strettamente necessari, con verifica di
impatto, e dati trattati nel rispetto del GPDR, e comunque senza conseguenze alcuna
per i lavoratori, se non ai fini di pagare il costo del tampone, avrebbe il doppio
vantaggio: uno, di essere veloce, evitare file e controlli ai tornelli aziendali,
durante i quali certamente ai lavoratori vedrebbero in quel caso violati i loro
spazi di libertà, e due, di essere gratuito per i lavoratori, e di individuare il
costo e coprirlo con un bonus apposito, pagato dallo stato. Il dibattito – conclude
Grillo – è aperto”. (Roc) ///