Roma, 15 mag – Pressione atmosferica: 380 mbar. E’ questo il
primo dato che giunge dalla stazione meteorologica più alta del mondo, sul
Colle Sud dell’Everest, dopo che la spedizione Share di Ev-K²-Cnr è riuscita a
metterla in funzione, a
metri
rilevata a
di quota da una stazione fissata a terra e non da un pallone aerostatico.
L’impresa è stata compiuta dagli alpinisti di Share Everest, la spedizione
guidata da Agostino Da Polenza, capo e presidente del Comitato Ev-K²-Cnr. Gli
alpinisti, guidati da Silvio Gnaro Mondinelli e Giampietro Verza, sono riusciti
nell’impresa senza usare ossigeno. “E’ un’impresa straordinaria”, dichiara
Verza, tecnico delle stazioni di monitoraggio Ev-K²-Cnr, “se pensiamo che solo
quattro giorni fa al campo base dell’Everest cerano ancora i militari che ci
impedivano di fare i test sulla stazione. Abbiamo lavorato giorno e notte, gli
alpinisti hanno letteralmente volato da campo base a Colle Sud in meno di 48
ore. E hanno lavorato sotto la bufera. Davvero un grande lavoro di squadra”.
Dopo l’impresa, gli alpinisti stanno tornando al campo 2, dove passeranno la
notte. La stazione Colle Sud, in assoluto la più alta del mondo, trasmette
regolarmente, circa ogni ora, dati atmosferici fondamentali sull’atmosfera terrestre
per studiare i cambiamenti climatici. I primi parametri rilevati alle 16 ora locale durante la
connessione automatica, sono quelli relativi a: temperatura esterna
pressione 382.1 millibar, vento direzione 262.8, vento intensità
radiazione solare 711.9 watt a metro quadrato, temperatura interna stazione -8.7°C, ultravioletti canale A 30.4 watt a metro quadrato. “Siamo congelati”, ha detto Mondinelli.
“Ma ce l’abbiamo fatta. Abbiamo montato la stazione a
in circa un’ora e mezza. La bufera ci ha messo in difficoltà ma nonostante il
vento e il freddo siamo riusciti a portare a termine il lavoro e a inviare i
primi dati alla Piramide. E’ una grande soddisfazione”. Mondinelli e compagni
sono partiti alle 3 di notte, ora locale, dalle tende di campo 2 (
Dopo diverse ore di scalata sono giunti a Colle Sud,
con l’attrezzatura della stazione sulle spalle. Con loro anche quattro sherpa.
Il primo ad arrivare è stato Mondinelli, che ha individuato il luogo migliore
per l’installazione e ha iniziato a lavorare nonostante la bufera a
che ostacolava i movimenti e la respirazione. Dopo poco lo ha raggiunto Michele
Ezio e infine Marco Confortola con la parte rimanente dei materiali. In un’ora
e mezza, la spedizione è riuscita a montare l’attrezzatura, lavorando sempre
senza ossigeno. Poi, seguendo le indicazioni di Verza e con la continua
assistenza del produttore delle stazioni delle reti share,
hanno attivato la trasmissione continua dei dati. Alle 16 ora nepalese, 12.15
italiane, la stazione è entrata in funzione in modalità automatica. “Sono
estremamente orgoglioso di questo nuovo successo”, commenta Agostino Da
Polenza. “Gnaro, Marco e Michele sono riusciti in un’impresa unica: installare
senza l’ausilio di ossigeno una stazione meteo-climatica nel punto più alto
oggi raggiungibile con questo tipo di strumentazioni. E lo hanno fatto in
condizioni ambientali davvero critiche, con vento forte e temperature gelide”.
(Deg)