Il decreto cosiddetto “svuota carceri” è legge. L’Aula di Montecitorio l’ha approvato in via definitiva con 385 voti favorevoli, 105 contrari e 26 astenuti. Hanno votato contro il provvedimento i parlamentari dell’Italia dei valori e della Lega Nord. Durissimi gli interventi in Aula durante le dichiarazioni di voto. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro lo ha definito un provvedimento “criminogeno” affermando che “non risolve niente sul piano della sostanza e conferma la latitanza dello Stato che, incapace di risolvere il problema alla fonte, compie un atto di avidità”. Un provvedimento “vergognoso” secondo il deputato leghista Nicola Molteni: “E’ un indulto mascherato, è un dono gratuito a gente che ha commesso dei reati, che pugnala alle spalle le vittime dei reati”. “Siete il governo della liberalizzazione dei detenuti e dei criminali” ha detto il parlamentare del Carroccio, “siete il governo dell’indulto”. A favore del provvedimento hanno votato invece i parlamentari del Terzo Polo, del Pd e del Pdl. La presidente della commissione giustizia e parlamentare di Fli Giulia Bongiorno ha chiesto al governo, annunciando il voto favorevole, “una svolta e un nuovo percorso” nella riforma del sistema carcerario. “Noi chiediamo a questo ministro che dopo questo provvedimento assuma un impegno di carattere diverso e radicale per il trattamento carcerario” ha detto Bongiorno secondo cui c’è bisogno di “più risorse e più coraggio”. Un decreto che invece rappresenta “un nuovo inizio” secondo il parlamentare del Pd Emanuele Fiano che lo definisce un provvedimento che “serve alla sicurezza di questo Paese”. Difende il decreto anche il capogruppo del Pdl in commissione giustizia Enrico Costa che in aula sottolinea a nome del gruppo: “Votiamo a favore di questo decreto che non è uno ‘svuotacarceri’ ma un ‘salvacarceri'”. Tra le misure principali contenute nel provvedimento l’innalzamento fino a 18 mesi della pena residua che è possibile scontare agli arresti domiciliari. Norma che dovrebbe consentire l’uscita dal carcere di circa 3.300 detenuti. Altre misure del testo introducono la possibilità dei domiciliari per gli arrestati in flagranza di reato che siano accusati di alcuni reati minori. Il provvedimento prevede inoltre l’utilizzo delle celle di sicurezza presso le caserme e le questure e riduce dalle attuali 96 a 48 ore il tempo per la convalida dell’arresto da parte del magistrato. Nel decreto anche lo stanziamento di 57 milioni per l’edilizia carceraria. (Clr – 14 feb)
